lunedì 1 febbraio 2016

Gli spaghetti al chitosano



Per i tradizionalisti, che non rinunciano al piacere di un buon piatto di spaghetti, ma amano la salute del proprio corpo, la pasta Dolce Vita distribuita da Inuvance, fornisce gli “spaghetti al chitosano”.
Gli spaghetti al chitosano, racchiudono in 25 cm di lunghezza gusto e benessere, grazie alle proprietà del chitosano, sostanza ricavata dallo scheletro dei crostacei, che lascia inalterate le caratteristiche della pasta, conferendole proprietà ipocolesterolemizzanti.
Gli spaghetti Dolce Vita di semola di grano duro e chitosano al 3% sono estremamente versatili e consentono infiniti abbinamenti, dalle ricette più tradizionali a quelle più inedite. Un piatto sempre perfetto, per ogni occasione.
La cottura al dente (9-11 min) e il basso indice glicemico, rende gli spaghetti al chitosano Dolce Vita, utilizzabili anche dai soggetti diabetici, in quanto evitano le risalite post-prandiali della glicemia.

Connubio perfetto tra salute e gusto!

giovedì 21 gennaio 2016

PENNE AL CHITOSANO CON RICOTTA E POMODORI SECCHI



Ingredienti per 4 persone:

350 gr di penne
150 gr di 
pomodori secchi 
1 spicchio di 
aglio 
250 gr di 
ricotta 
10 gr di 
pinoli 
20 gr di noci
basilico 
olio 
sale 
pepe


Preparare la crema di ricotta amalgamando con l’ausilio di un frullatore 250 gr di ricotta, 20 gr di noci, 10 gr di pinoli, 150 gr di pomodori secchi, uno spicchio d’aglio, sale.
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolate al dente e versatela in padella insieme ad un mestolo di acqua di cottura. Aggiungete la crema di ricotta, basilico e pepe nero.



LA PASTA AL CHITOSANO, UNA MANO CONTRO IL COLESTEROLO


Lo stress di tutti i giorni condiziona le nostre scelte alimentari: spesso chi ne soffre mangia in modo disordinato, vorace, salta i pasti, trova appagamento nel cibo spazzatura ed ha un irrefrenabile desiderio di dolci.
Gli effetti si ripercuotono, inevitabilmente sul peso corporeo e sulla salute, determinando anche l’innalzamento di parametri ematochimici come il colesterolo.
Il colesterolo, soprattutto quello esogeno ovvero alimentare, può essere tenuto sotto controllo tramite l’ausilio di una sostanza del tutto naturale ovvero il “Chitosano”.
Il chitosano, viene estratto dalla chitina, sostanza ricavata dall’esoscheletro dei crostacei.
Esso riduce l’assorbimento dei grassi ossidati assunti con l’alimentazione e pertanto aiuta a mantenere un adeguato livello di colesterolo nel sangue.
A rendere ancor più semplice l’assimilazione di questa sostanza è la presenza in commercio della Pasta Dietetica arricchita al chitosano Dolce Vita.
La pasta Dolce Vita, distribuita da Inuvance in tutte le farmacie d’Italia, aggiunge al piacere di un buon piatto di pasta, tipico della nostra tradizione mediterranea, il benessere di una sostanza del tutto naturale e con notevole effetto ipocolesterolemizzante.
La Pasta Dolce Vita viene realizzata attraverso un normale processo di pastificazione miscelando la poliglucosamina alla semola di grano duro. La poliglucosamina è un principio attivo naturale, sviluppato e brevettato dalla Cor.Con.International, derivato da un chitosano selezionato proveniente dalle acque del Nord Atlantico e lavorato rapidamente senza essiccazione per sviluppare e potenziare le proprietà riducenti i lipidi.
L’effetto ipocolesterolemizzante si ottiene con un’assunzione giornaliera di 3 gr di chitosano, corrispondenti a circa 100 gr di pasta, nell’ambito di uno stile di vita sano, associato ad una dieta ipocalorica e un’adeguata attività fisica.
Le penne rigate, evoluzione dei maccheroni, sono una sorta di formato omnibus, appetitose come i garganelli, ma ancora più versatili. Semplici, ma tradizionali, gradevoli al gusto si prestano a numerosi condimenti, riuscendo ad essere protagoniste tanto di piatti essenziali quanto elaborati.
La particolarità delle penne rigate Dolce Vita è la loro tessitura, che le rende compatte e capaci di tenere la cottura e di trattenere i condimenti.
Al fine di preservarne le caratteristiche nutrizionali e aumentarne la digeribilità, si consiglia una cottura al dente, ovvero 10-12 min.
L’utilizzo di questa pasta è sconsigliato nelle donne in gravidanza e/o allattamento e nei bambini sotto i 14 anni.

La pasta Dolce Vita ha tutta la bontà della pasta tradizionale addizionata all’effetto benefico del chitosano. Mangiare sano con gusto!

giovedì 5 dicembre 2013

Vigoressia. "Quando il fitness diventa un'ossessione"


Fino a poco tempo fa si parlava di anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata, malesseri che rendono schiave migliaia di persone vittime di un’errata percezione del proprio corpo. Oggi invece esiste anche la fissazione per l’ipertrofia del muscolo. Questa tendenza nasce dalla falsa convinzione che avere una corporeità “perfetta” sia una peculiarità preminente della personalità.
Pochi conoscono un altro aspetto legato ad un'alterata percezione di se stessi, un'altra faccia della stessa infausta medaglia: la vigoressia.
La vigoressia colpisce un numero di persone sempre crescente che, nel tentativo di incrementare in misura sempre maggiore le proprie masse muscolari, entrano in una spirale perversa capace di compromettere l'equilibrio emotivo, le relazioni sociali ed affettive, sino a minare gravemente la salute e la funzionalità organica.
La vigoressia, o bigoressia o complesso di Adone come viene altrimenti chiamata, non è meno grave nè meno pericolosa dell'anoressia, non miete meno vittime, è solo meno conosciuta proprio perchè se ne parla ancora poco, la si conosce da meno tempo e spesso se ne sottovaluta la pericolosità. 
La vigoressia è un’alterata percezione della propria immagine corporea che, congiunta a una cronica insoddisfazione per il proprio aspetto fisico, porta, soprattutto tra i ragazzi e i giovani adulti, a una applicazione maniacale all’esercizio fisico praticato in palestra (body building in particolare) e all’adozione di diete squilibrate sostenute spesso da un uso scorretto di farmaci, con possibili rilevanti ricadute sulla salute dell’individuo; vigoressia, anoressia inversa”
La bigoressia è stata descritta per la prima volta da Harrison Pope Jr. Egli definisce il bigoressico come una persona che tende a ricercare delle modalità compensatorie al fine di aumentare il proprio tono muscolare (utilizzando anche delle sostanze dopanti) e ridurre il grasso. La bigoressia può essere definita come una vera e propria patologia. Infatti, la persona bigoressica patisce un’insoddisfazione forte e permanente inerente al proprio aspetto fisico, ha una forte paura di restare priva dei propri muscoli e del proprio stato di perfetta forma. A tali convinzioni seguono delle condotte auto-punitive, come ad esempio: sottoporsi a degli esercizi laboriosi; seguire delle diete molto rigide. Per di più, spesso, a questi comportamenti si associa l’uso ed abuso di integratori alimentari, e nei casi più estremi di steroidi anabolizzanti. Nel primo caso ci riferiamo a delle sostanze presenti nel cibo che, però, vengono scelte e prodotte a livello industriale sotto forma di capsule, pasticche, bustine, ecc, al fine di facilitare la copertura del nostro fabbisogno giornaliero. Nel secondo caso, invece, si fa riferimento a delle sostanze sintetiche che hanno degli effetti simili a quelli degli ormoni sessuali maschili. In particolare, questi ultimi inducono ad un aumento della massa muscolare. Inoltre, gli steroidi determinano anche una diminuzione della massa grassa. 
La bigoressia inoltre, ha tutta una serie di effetti sul benessere dell’individuo, come, ad esempio, problemi inerenti al metabolismo, disturbi depressivi, cardiovascolari e del sistema nervoso. In particolare questa patologia colpisce i ragazzi, soprattutto durante l'adolescenza. Come sappiamo, infatti, in questa fase dell’età dell’individuo è alla ricerca di un modellamento della propria forma fisica. A differenza dell’anoressia, questo disturbo si manifesta principalmente nei maschi piuttosto che nelle femmine. A proposito di anoressia, alcuni medici sono soliti definire la bigoressia “anoressia inversa”. Esiste infatti, un’interessante differenza o una caratteristica inversa tra l’anoressia e la bigoressia. Tale differenza si riferisce al fatto che l’anoressica si vede grassa nonostante la sua fisicità sia minima, mentre il bigoressico si vede piccolo, ed è proprio in questa piccolezza fisica che egli vede la sua debolezza. La bigoressia è stata anche ribattezzata come ‘Complesso di Adone’, personaggio della mitologia greca rappresentante l’idea della magnificenza mascolina intesa come compiutezza corporea.
Tratto da www.salus.it