giovedì 21 gennaio 2016

PENNE AL CHITOSANO CON RICOTTA E POMODORI SECCHI



Ingredienti per 4 persone:

350 gr di penne
150 gr di 
pomodori secchi 
1 spicchio di 
aglio 
250 gr di 
ricotta 
10 gr di 
pinoli 
20 gr di noci
basilico 
olio 
sale 
pepe


Preparare la crema di ricotta amalgamando con l’ausilio di un frullatore 250 gr di ricotta, 20 gr di noci, 10 gr di pinoli, 150 gr di pomodori secchi, uno spicchio d’aglio, sale.
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolate al dente e versatela in padella insieme ad un mestolo di acqua di cottura. Aggiungete la crema di ricotta, basilico e pepe nero.



LA PASTA AL CHITOSANO, UNA MANO CONTRO IL COLESTEROLO


Lo stress di tutti i giorni condiziona le nostre scelte alimentari: spesso chi ne soffre mangia in modo disordinato, vorace, salta i pasti, trova appagamento nel cibo spazzatura ed ha un irrefrenabile desiderio di dolci.
Gli effetti si ripercuotono, inevitabilmente sul peso corporeo e sulla salute, determinando anche l’innalzamento di parametri ematochimici come il colesterolo.
Il colesterolo, soprattutto quello esogeno ovvero alimentare, può essere tenuto sotto controllo tramite l’ausilio di una sostanza del tutto naturale ovvero il “Chitosano”.
Il chitosano, viene estratto dalla chitina, sostanza ricavata dall’esoscheletro dei crostacei.
Esso riduce l’assorbimento dei grassi ossidati assunti con l’alimentazione e pertanto aiuta a mantenere un adeguato livello di colesterolo nel sangue.
A rendere ancor più semplice l’assimilazione di questa sostanza è la presenza in commercio della Pasta Dietetica arricchita al chitosano Dolce Vita.
La pasta Dolce Vita, distribuita da Inuvance in tutte le farmacie d’Italia, aggiunge al piacere di un buon piatto di pasta, tipico della nostra tradizione mediterranea, il benessere di una sostanza del tutto naturale e con notevole effetto ipocolesterolemizzante.
La Pasta Dolce Vita viene realizzata attraverso un normale processo di pastificazione miscelando la poliglucosamina alla semola di grano duro. La poliglucosamina è un principio attivo naturale, sviluppato e brevettato dalla Cor.Con.International, derivato da un chitosano selezionato proveniente dalle acque del Nord Atlantico e lavorato rapidamente senza essiccazione per sviluppare e potenziare le proprietà riducenti i lipidi.
L’effetto ipocolesterolemizzante si ottiene con un’assunzione giornaliera di 3 gr di chitosano, corrispondenti a circa 100 gr di pasta, nell’ambito di uno stile di vita sano, associato ad una dieta ipocalorica e un’adeguata attività fisica.
Le penne rigate, evoluzione dei maccheroni, sono una sorta di formato omnibus, appetitose come i garganelli, ma ancora più versatili. Semplici, ma tradizionali, gradevoli al gusto si prestano a numerosi condimenti, riuscendo ad essere protagoniste tanto di piatti essenziali quanto elaborati.
La particolarità delle penne rigate Dolce Vita è la loro tessitura, che le rende compatte e capaci di tenere la cottura e di trattenere i condimenti.
Al fine di preservarne le caratteristiche nutrizionali e aumentarne la digeribilità, si consiglia una cottura al dente, ovvero 10-12 min.
L’utilizzo di questa pasta è sconsigliato nelle donne in gravidanza e/o allattamento e nei bambini sotto i 14 anni.

La pasta Dolce Vita ha tutta la bontà della pasta tradizionale addizionata all’effetto benefico del chitosano. Mangiare sano con gusto!

giovedì 5 dicembre 2013

Vigoressia. "Quando il fitness diventa un'ossessione"


Fino a poco tempo fa si parlava di anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata, malesseri che rendono schiave migliaia di persone vittime di un’errata percezione del proprio corpo. Oggi invece esiste anche la fissazione per l’ipertrofia del muscolo. Questa tendenza nasce dalla falsa convinzione che avere una corporeità “perfetta” sia una peculiarità preminente della personalità.
Pochi conoscono un altro aspetto legato ad un'alterata percezione di se stessi, un'altra faccia della stessa infausta medaglia: la vigoressia.
La vigoressia colpisce un numero di persone sempre crescente che, nel tentativo di incrementare in misura sempre maggiore le proprie masse muscolari, entrano in una spirale perversa capace di compromettere l'equilibrio emotivo, le relazioni sociali ed affettive, sino a minare gravemente la salute e la funzionalità organica.
La vigoressia, o bigoressia o complesso di Adone come viene altrimenti chiamata, non è meno grave nè meno pericolosa dell'anoressia, non miete meno vittime, è solo meno conosciuta proprio perchè se ne parla ancora poco, la si conosce da meno tempo e spesso se ne sottovaluta la pericolosità. 
La vigoressia è un’alterata percezione della propria immagine corporea che, congiunta a una cronica insoddisfazione per il proprio aspetto fisico, porta, soprattutto tra i ragazzi e i giovani adulti, a una applicazione maniacale all’esercizio fisico praticato in palestra (body building in particolare) e all’adozione di diete squilibrate sostenute spesso da un uso scorretto di farmaci, con possibili rilevanti ricadute sulla salute dell’individuo; vigoressia, anoressia inversa”
La bigoressia è stata descritta per la prima volta da Harrison Pope Jr. Egli definisce il bigoressico come una persona che tende a ricercare delle modalità compensatorie al fine di aumentare il proprio tono muscolare (utilizzando anche delle sostanze dopanti) e ridurre il grasso. La bigoressia può essere definita come una vera e propria patologia. Infatti, la persona bigoressica patisce un’insoddisfazione forte e permanente inerente al proprio aspetto fisico, ha una forte paura di restare priva dei propri muscoli e del proprio stato di perfetta forma. A tali convinzioni seguono delle condotte auto-punitive, come ad esempio: sottoporsi a degli esercizi laboriosi; seguire delle diete molto rigide. Per di più, spesso, a questi comportamenti si associa l’uso ed abuso di integratori alimentari, e nei casi più estremi di steroidi anabolizzanti. Nel primo caso ci riferiamo a delle sostanze presenti nel cibo che, però, vengono scelte e prodotte a livello industriale sotto forma di capsule, pasticche, bustine, ecc, al fine di facilitare la copertura del nostro fabbisogno giornaliero. Nel secondo caso, invece, si fa riferimento a delle sostanze sintetiche che hanno degli effetti simili a quelli degli ormoni sessuali maschili. In particolare, questi ultimi inducono ad un aumento della massa muscolare. Inoltre, gli steroidi determinano anche una diminuzione della massa grassa. 
La bigoressia inoltre, ha tutta una serie di effetti sul benessere dell’individuo, come, ad esempio, problemi inerenti al metabolismo, disturbi depressivi, cardiovascolari e del sistema nervoso. In particolare questa patologia colpisce i ragazzi, soprattutto durante l'adolescenza. Come sappiamo, infatti, in questa fase dell’età dell’individuo è alla ricerca di un modellamento della propria forma fisica. A differenza dell’anoressia, questo disturbo si manifesta principalmente nei maschi piuttosto che nelle femmine. A proposito di anoressia, alcuni medici sono soliti definire la bigoressia “anoressia inversa”. Esiste infatti, un’interessante differenza o una caratteristica inversa tra l’anoressia e la bigoressia. Tale differenza si riferisce al fatto che l’anoressica si vede grassa nonostante la sua fisicità sia minima, mentre il bigoressico si vede piccolo, ed è proprio in questa piccolezza fisica che egli vede la sua debolezza. La bigoressia è stata anche ribattezzata come ‘Complesso di Adone’, personaggio della mitologia greca rappresentante l’idea della magnificenza mascolina intesa come compiutezza corporea.
Tratto da www.salus.it

martedì 8 ottobre 2013

Le virtù della soia


La Soia o Glycine max è un alimento di grande valore che sta ottenendo sempre più successo nell'alimentazione non solo dei vegetariani, ma di tutte le persone attente al benessere, in quanto fornisce circa 122 Kcal per 100 gr.
La soia contiene importanti isoflavoni come la genisteina e la daizeina, detti anche fitoestrogeni per la loro somiglianza con l’estradiolo, il principale ormone femminile. 

I fitoestrogeni contenuti nella soia possono proteggere efficacemente gli uomini dal carcinoma della prostata e le donne dalle malattie legate alla produzione di estrogeni quali il carcinoma della mammella, l'endometriosi, la mastopatia fibrocistica (cioè la malattia fibrocistica del seno), i fibromi dell'utero ed i disturbi della menopausa. 

Gli isoflavoni della soia agiscono come tutti gli estrogeni riequilibrando sia condizioni di eccesso di estrogeni (come la sindrome premestruale) sia di carenza di estrogeni (come la menopausa), riportando gli ormoni a livelli corretti. 
Dalla soia si estrae inoltre un’ altra importante sostanza ovvero la lecitina, un emulsionante naturale che mantiene in sospensione il colesterolo presente nel sangue impedendo che si depositi sulle pareti delle arterie, creando il rischio di malattie cardiovascolari.
Secondo dei recenti studi, le proteine della soia permettono di controllare l’iperglicemia e di ridurre il peso corporeo, in quanto sono in grado di aumentare il metabolismo corporeo, il processo responsabile dell’eliminazione dei grassi e delle calorie in eccesso, regolando inoltre il livello di insulina, l’ormone che si occupa del corretto assorbimento del glucosio. Tali sostanze possono perciò risultare un’arma efficace nei confronti di problemi quali l’obesità ed il diabete.
La proteina della soia contiene molti acidi e amminoacidi essenziali per la costruzione del muscolo, oltre all’ arginina e la glutammina, due amminoacidi noti per stimolare il rilascio degli ormoni della crescita e per migliorare il sistema immunitario.
Le proteine della soia perciò possono rafforzare i muscoli del corpo in modo notevole, ed inoltre svolgono un ruolo importante nella costruzione di massa muscolare magra, oltre che combattere la formazione di radicali liberi durante un eventuale esercizio fisico ed aiutare un recupero muscolare più veloce.
Essendo un legume particolarmente oleoso e ricco di fibre è un prezioso alleato per contrastare la stipsi e l’intestino pigro, in particolare se in abbinamento ad un elevato consumo di acqua. 


Oltre agli effetti benefici per l’organismo sopra indicati, le proteine della soia hanno generato anche alcuni effetti collaterali, che sono tuttora motivo di studio.
Degli studi preliminari hanno dimostrato l’esistenza di un legame tra un’assunzione regolare di proteine di soia (integratori) e una diminuzione dei livelli di testosterone nei maschi, così come uno squilibrio di estrogeni e la produzione di un numero di spermatozoi inferiore alla norma.
Un altro rischio possibile dovuto ad un’ assunzione regolare di proteine di soia riguarda i problemi alla tiroide, in quanto il suo corretto funzionamento potrebbe essere compromesso dalla presenza dei goitrogeni.
Degli studi scientifici dimostrano inoltre che anche la memoria potrebbe risentire a causa di un’ assunzione regolare di proteine della soia, con problemi quali per esempio dimenticanze frequenti.
L'errore più comune è proprio quella di considerarla una panacea di tutti i mali ed assumerne in quantità industriali!
Ci sono alcuni pericoli legati all'assunzione esagerata di questo alimento: innanzitutto la soia non può essere considerata, da sola, un completo sostituto della carne. Ebbene si, nella soia manca un elemento contenuto nelle proteine animali: la metionina. Per poterla sostituire alla carne è necessario abbinarla ai cereali, ricchi di questa sostanza.
I cibi a base di soia aumentano le richieste da parte del corpo di vitamina D e B12, elementi essenziali sia per la crescita e lo sviluppo normali. Moderiamone quindi il consumo ed abbiniamola sempre a frutta e verdura!
Inoltre, non dimentichiamoci che si tratta pur sempre di un legume: come tale, va consumato due o tre volte a settimana ed alternato ad altri alimenti!
Come comportarci dunque? C'è una regola in alimentazione, tanto semplice, eppure tanto spesso ignorata: la moderazione e la varietà.

giovedì 11 aprile 2013

Il segreto di un cristallo rosa!


Il sale himalayano, con i suoi cristalli di colore rosa, viene estratto da miniere situate lungo la catena dell’Himalaya. La sua cristallizzazione avvenne circa 200-250 milioni di anni fa, quando nella zona che oggi è l’Himalaya esisteva un antico mare che progressivamente si ritirò ed evaporò, lasciando enormi depositi di sali.
A causa di immani eventi geologici queste coltri saline vennero ricoperte da materiale di origine vulcanica che le sigillarono sotto un vero e proprio strato protettivo. Per questo, il sale himalayano viene ritenuto uno dei più puri del pianeta, dal momento che è al riparo da qualsiasi forma di inquinamento moderno.
Il sale viene tipicamente estratto a mano dalle miniere himalaiane, e sottoposto lavorazioni completamente manuali di selezione, triturazione e lavaggio con acqua pura, per poi essere essiccato al sole. Questa tipologia di sale è totalmente naturale e viene commercializzata senza l’aggiunta di alcun additivo o agente antiaggregante.
Si tratta di un prodotto particolarmente gradevole alla vista, dal momento che i suoi cristalli presentano diverse sfumature di bianco, rosso e rosa che sono indicatrici della ricchezza in ferro ed altri elementi. Questo sale è conosciuto da molti secoli per via delle sue proprietà benefiche sulla salute e delle sue potenzialità in ambito culinario. A seconda delle dimensioni dei cristalli, che possono andare tipicamente dai 10 ai 60 millimetri di diametro, il sale himalayano viene solitamente commercializzato in tipologie a grana fine, media oppure grossa.
Differenze fra sale comune e sale rosa himalayano
Il sale è un elemento indispensabile per la vita, ma la maggior parte delle persone non è al corrente del fatto che esiste una enorme differenza fra il sale da tavola “standard” e il sale di origine fossile. Il sale che acquistiamo normalmente al supermercato non ha nulla a che vedere con il sale naturale, dal momento che è composto per il 97.5% circa da cloruro di sodio e per il restante 2.5% dal iodio, fluoro e talvolta altre sostanze (es. carbonato di calcio, carbonato di magnesio o idrossido di alluminio).
Inoltre l’elevato calore dovuto all’essiccazione a livello industriale ne altera profondamente le caratteristiche. Questo sale viene tipicamente estratto dall’acqua di mare, che tuttavia è nota per essere sempre più inquinata (ad esempio da PCB, diossine e mercurio): il sale marino attualmente prodotto non è quindi più puro come quello di una volta.
I cristalli di sale himalayano sono invece totalmente naturali perché derivano da antichi depositi fossili, e non subiscono alcun tipo di trattamento termico. Inoltre il fatto di derivare da depositi isolati dall’inquinamento è una garanzia della loro salubrità e dell’assenza di sostanze tossiche. Molti dei minerali e degli elementi in tracce presenti nel sale rosa dell’Himalaya sono inoltre in forma colloidale, ovvero facilmente assorbibili dalle cellule.
Nel sale himalayano sono presenti elementi in tracce e minerali fondamentali per il funzionamento dell’organismo fra i quali, ad esempio, calcio, potassio e magnesio utili per mantenere ottimale il bilancio idrico ed elettrolitico a livello cellulare. Il colore rosa vivido del sale è dovuto, in particolare, alla presenza di ferro.
Benefici sulla salute del sale rosa dell’Himalaya
Il sale himalayano, grazie ai numerosi elementi in tracce e minerali contenuti (ne vengono pubblicizzati addirittura 84!) viene ritenuto in grado di:
• abbassare la pressione sanguigna
• migliorare la funzionalità del sistema cardiocircolatorio
• regolare la glicemia sanguigna
• detossificare l’organismo dai metalli pesanti e dalle tossine accumulate
• alleviare il dolore muscolare
• curare la sinusite
• mantenere in salute l’apparato respiratorio
• regolare il bilancio idrico del corpo
• bilanciare gli equilibri acido-base del corpo, in particolare delle cellule cerebrali
• ridurre il reflusso acido
• prevenire i crampi muscolari
• favorire il rinforzamento delle ossa
• regolare il sonno
• assorbire particelle di cibo nel tratto intestinale dell’apparato digerente
• ridurre i segni dell’invecchiamento
• nutrire e riequilibrare la pelle

Date le potenzialità con il quale viene descritto non stupisce, dunque, che il sale dell’Himalaya sia utilizzato in molte spa e centri benessere specializzati nel rilassamento del corpo e della mente. La maggior parte di queste affermazioni, tuttavia, non sono supportate da evidenze scientifiche.